Dal 2019 la Città di Bellinzona promuove la Rassegna Cultura e Diversità: un ricco programma di eventi volti ad esplorare la diversità in campo culturale ed artistico, con un occhio sempre attento all’attualità.

La Rassegna è la prima di una serie di proposte ideate e sostenute dal Dicastero Educazione e Cultura, con il prezioso supporto della Commissione Culturale, nell’intento di definire l’attività della Nuova Città quale promotore culturale.

Attraverso la Rassegna Cultura e Diversità la Città si propone di instaurare una rete di proficue sinergie con gli attori culturali presenti sul suolo Bellinzonese, stimolando la creazione di programmi artistici e culturali interdisciplinari sul tema della diversità.
Fra gli attori culturali che hanno collaborato sino ad oggi: Bellinzona Teatro, Circolo del Cinema Bellinzona.

Dissonanze | maggio 2019
A cura di Giuseppe Clericetti

Il secondo appuntamento della Rassegna è stato il ciclo di concerti Dissonanze. Raccolta la preziosa eredità di due decenni di Serate d’ascolto, Bellinzona ha proposto al pubblico quattro concerti inediti, costruiti dagli artisti su misura al titolo della Rassegna. La sfida è stata quella di far incontrare nella stessa serata concertistica culture musicali diverse: differenze di strumenti, di provenienze, di epoche, ma anche di concezioni, come la musica scritta rispetto a quella improvvisata. La composizione 4’33” di John Cage, eseguita in ogni concerto, ha funto da motivo conduttore – paradossale – dell’offerta.

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Claudio Farinone
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Duilio Galfetti
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Elias Nardi
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Leonardo Miucci
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Luca Pianca
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Stefano Molardi
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Xavier Diaz Latorre
Per corde
Protagonisti di questa serata sono stati gli strumenti a corde pizzicate: liuto arabo, liuto, chitarra barocca, chitarra classica e baritona, chitarra elettrica si sono presentati in assoli, duetti, e una Jam session finale, rappresentativa della diversità e delle analogie delle corde musicali.
  • Elias Nardi – liuto arabo
  • Xavier Diaz-Latorre – liuto e chitarra barocca
  • Claudio Farinone – chitarra classica e baritona
  • Walter Zanetti – chitarra elettrica
Tre tastiere
La «diversità», in questo caso, è stata declinata tra musica composta ed estemporanea, mediante la presentazione di brani di repertorio e improvvisazioni.
  • Stefano Molardi – organo e clavicembalo
  • Leonardo Miucci – pianoforte storico
Des anciens et des modernes
Quattro flauti dolci hanno messo a confronto, in una virtuale querelle musicale, gli Antichi e i Moderni. Chi uscirà vincitore dal duello estetico e stilistico?
  • Stefano Bragetti, Giulia Genini,
    Antonio Giummarella, Lorenzo Lio – flauti dolci
Ars resonantia
Arciliuto, violino e mandolino si sono intrecciati, rincorsi e sfidati in una girandola di accostamenti pericolosi: da Biber a Pagliarani…
  • Luca Pianca – tiorba e arciliuto
  • Duilio Galfetti – violino e mandolino
Migrazione | marzo-aprile 2019

Il primo appuntamento della Rassegna è stato Migrazione: un ciclo di conferenze che ha approfondito, attraverso tre prospettive complementari, i grandi temi della migrazione e del contatto fra culture e identità diverse. Letteratura e sociologia, combinate alla testimonianza di chi vive questi fenomeni “al fronte”, hanno saputo offrire una panoramica articolata sui complessi flussi migratori che hanno interessato la Svizzera e l’Europa durante gli ultimi anni.

Migrazione… “al fronte”
La prima serata del ciclo è stata dedicata all’esperienza di chi vive questi fenomeni in prima persona, direttamente “al fronte”: la testimonianza di Don Giusto, attivo nel sostegno alla comunità di migranti che si appresta a valicare la frontiera di Chiasso, e quella del regista Stefano Ferrari, da anni impegnato a documentare storie di migrazione, ha saputo offrire una prospettiva inedita su un tema così attuale e vicino a noi.
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Migrazione… in letteratura
In occasione del secondo appuntamento del ciclo abbiamo volto lo sguardo verso la particolare declinazione che il tema della migrazione assume nei romanzi di Paolo di Stefano. L’autore ha infatti presentato al pubblico una doppia esperienza di scrittura, ispirata da due diverse ‘storie di migrazione’: da una parte l’emigrazione italiana (a volte tragica, come nel caso della tragedia di Marcinelle 1956, raccontata ne La Catastròfa, Sellerio, 2011), dall’altra l’immigrazione africana nell’Italia dei nostri giorni (su cui Di Stefano ha pubblicato due romanzi per ragazzi: I pesci devono nuotare, Rizzoli, 2016; Sekù non ha paura, Solferino, 2018). Migrazioni ‘per povertà’, i cui elementi di comunanza dovrebbero portare a riflettere sul valore della memoria come possibilità di consapevolezza sul nostro stare al mondo.
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Migrazione… in sociologia
L’indagine sul grande tema migrazione si è concluso con una conferenza di impronta sociologica. Il Prof. Marcello Maneri ha infatti analizzato il particolare modo in cui la realtà dei flussi migratori che negli ultimi anni hanno interessato l’Europa arriva al pubblico, attraverso i media, sotto forma di ‘rappresentazione’, producendo in esso determinate reazioni. Lo studio dei particolari meccanismi linguistici associati alla narrazione mediatica sulla migrazione e sulla cosiddetta ‘emergenza sicurezza’ ha cercato di fare chiarezza su questo complesso, stratificato fenomeno.
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