Prima ancora di essere pronunciata, una frase prende forma nella mente. Non è soltanto suono, né semplice convenzione culturale: il linguaggio umano affonda le proprie radici nell’architettura del cervello, nei suoi limiti, nelle sue possibilità, nel misterioso equilibrio tra biologia e pensiero. Perché alcune lingue sono possibili e altre no? Che cosa rivelano le grammatiche impossibili sul modo in cui siamo fatti? Quali differenze ci sono tra le grammatiche umane e quelle costruite dall’intelligenza artificiale? E quale silenzio precede la parola, prima che diventi voce? Andrea Moro, tra i più autorevoli studiosi del rapporto tra linguaggio e cervello, accompagna il pubblico in un viaggio ai confini della parola umana.
Dalle ricerche sulle lingue impossibili alla riflessione più recente raccolta in Lucretius and the Bat with Blue Eyes (The MIT Press, 2025), il suo lavoro mostra come il linguaggio non sia solo ciò che diciamo, ma una struttura profonda che organizza il pensiero e rende possibile la nostra esperienza del mondo. Un’occasione per interrogare la parola nella sua origine più enigmatica: là dove neuroscienze, linguistica, filosofia e immaginazione si incontrano.
Modera l’incontro Giovanni Pellegri, neurobiologo e divulgatore scientifico.
La conferenza fa parte di Oltre il muro: cinque ore, cinque sguardi, una piazza.