Che cosa ascolta chi vive il mare? Non il silenzio, ma una voce più antica e più instabile: il respiro delle onde, il colpo del vento, il corpo della barca, la fatica che attraversa i gesti. Il mare non tace: parla in una lingua che non si lascia possedere, chiede attenzione, misura, disponibilità a riconoscere ciò che sfugge al controllo. Chi lo attraversa – con la scrittura o con il corpo – impara che ascoltarlo non significa cercare quiete, ma entrare in relazione con una forza più grande di sé. Scrittore profondamente legato all’immaginario marino, Björn Larsson ha fatto del mare uno dei grandi luoghi della sua opera: spazio di libertà, solitudine, scelta, ma soprattutto materia di racconto e conoscenza. Nei suoi libri, da La saggezza del mare a Raccontare il mare, il viaggio non è semplice avventura: è un modo per interrogare il rapporto tra esperienza e parola, tra ciò che si vive e ciò che, solo più tardi, può diventare narrazione. Accanto a lui, Alex Bellini porta un’esperienza diversa e radicale: quella di chi ha attraversato il mare in solitaria, a remi, affidandosi al corpo, alla resistenza, alla capacità di abitare il limite. Nelle sue imprese oceaniche e nei suoi libri, il mare diventa prova fisica, laboratorio interiore e luogo da cui osservare la fragilità degli equilibri che legano l’essere umano al pianeta.
A Sconfinare Festival, Larsson e Bellini non si incontrano per sovrapporre due esperienze, ma per farle dialogare nella loro distanza: due modi diversi di vivere, ascoltare e raccontare il mare. Un incontro sulla libertà, sul limite e sulla parola che nasce dall’esperienza; ma anche su ciò che il mare, nel suo continuo movimento, continua a insegnare a chi lo attraversa e a chi lo scrive.
Modera l’incontro Laura Zucchetti, giornalista.
La conferenza fa parte di Oltre il muro: cinque ore, cinque sguardi, una piazza.