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SUMMARY:Fabrizio Gifuni e Stefano Bartezzaghi: quando la parola diventa scena
DESCRIPTION:Una parola scritta non è ancora una parola pronunciata. Può restare sulla pagina, custodire un’intenzione, attendere un corpo che la attraversi. Poi arriva l’attore: una pausa, un respiro, uno sguardo, un’incrinatura della voce. E ciò che era testo diventa ritmo, immagine, scena.\nL’evento di apertura della settima edizione di Sconfinare Festival mette in dialogo due figure capaci di interrogare, da prospettive diverse, il momento in cui il linguaggio prende forma davanti a noi. Fabrizio Gifuni, tra gli interpreti più intensi e rigorosi del cinema e del teatro italiano contemporaneo, ha costruito negli anni un percorso in cui ogni personaggio diventa un lavoro di ascolto, precisione e incarnazione: dal confronto con le grandi pagine della letteratura e della storia fino alle più recenti interpretazioni per lo schermo. Stefano Bartezzaghi, semiologo, saggista, studioso dei giochi linguistici e dei processi creativi, esplora da sempre la lingua come materia mobile, intelligente, ambigua: un dispositivo capace di produrre senso, equivoco, memoria, sorpresa.\nA partire dal lavoro dell’attore e dalla forza delle parole nel cinema, il dialogo attraverserà il rapporto tra testo e interpretazione. Che cosa accade quando una frase passa dalla sceneggiatura al volto di chi la pronuncia? Quanto conta ciò che viene detto, e quanto ciò che resta sospeso tra un gesto, un silenzio, un taglio di montaggio? E in che modo il cinema riesce a trasformare la parola in esperienza visiva ed emotiva?\nTra arte dell’interpretazione e intelligenza del linguaggio, Gifuni e Bartezzaghi accompagneranno il pubblico dentro il laboratorio invisibile della scena: quello in cui le parole non vengono soltanto pronunciate, ma provate, scelte, trattenute, restituite. Un incontro per aprire il Festival nel punto esatto in cui il linguaggio incontra lo schermo, e la parola comincia a farsi cinema.\nModera l’incontro Lorenzo Buccella, giornalista culturale.\nFabrizio Gifuni è attore tra i più riconosciuti del cinema e del teatro italiano. Ha lavorato con registi come Marco Tullio Giordana, Paolo Virzì, Marco Bellocchio, Francesca Archibugi, Giuseppe Bertolucci, Gianni Amelio e Francesca Comencini. In teatro è autore e interprete di numerosi progetti, tra cui Gadda e Pasolini, antibiografia di una nazione e Con il vostro irridente silenzio, dedicato alle lettere e al memoriale di Aldo Moro. Nel corso della sua carriera ha ricevuto, tra gli altri, il David di Donatello e il Nastro d’Argento. Tra i lavori più recenti figurano Esterno notte (2022), Il tempo che ci vuole (2024) e Portobello (2025), serie diretta da Marco Bellocchio. \nStefano Bartezzaghi è semiologo, saggista e giornalista. Professore associato all’Università IULM di Milano, insegna Semiotica della creatività, Creatività e arte e Storytelling dei luoghi d’arte. Collabora con la Repubblica, dove firma rubriche dedicate alla lingua, ai giochi di parole e alle forme della comunicazione contemporanea. I suoi studi attraversano enigmistica, umorismo, creatività, rapporti tra parola e immagine, letteratura e arti visive. Tra i suoi più recenti: Mettere al mondo il mondo: Tutto quanto facciamo per essere detti creativi e chi ce lo fa fare (Bompiani, 2021), Enigmistica (Treccani, 2025), Le parole fanno il solletico (Salani, 2025), scritto con Daniel Pennac, e Bozze non corrette (2025) e Ultimo giro di bozze (2026) scritti con Pier Mauro Tamburini ed editi da Mondadori.\nIl programma completo del festival verrà svelato a settembre.\nSconfinare Festival\nDall’8 all’11 ottobre 2026\nPiazza del Sole, Bellinzona\n
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