“Il fondo del sacco”

una lettura scenica dal romanzo di Plinio Martini
06.06.2020
20:45

Il fondo del sacco (Casagrande 1970) racconta la vita di Gori, un giovane della Val Bavona abbagliato come molti all’inizio del secolo scorso dal sogno americano. Decide di lasciare tutto per cercar fortuna in California. La narrazione è affidata a un’unica voce, quella di Gori, attraverso un parlato quotidiano che recupera la cultura e la lingua del popolo. Perché rileggerlo oggi? Perché non si può prescindere dal passato per vivere il presente e costruire il futuro. La vicenda del “minchione” Gori ci riguarda tutti e i luoghi reali descritti dall’autore restituiscono una consapevolezza e un rispetto per le valli che abbiamo davanti agli occhi e che spesso diamo per scontati. Ma da cos’è nato quel sacrificio? Che cosa spingeva quei giovani del secolo scorso ad amare e lavorare nelle montagne più dirupate del mondo? È un racconto di emigrazione, ma anche di illusioni, false speranze e amarezze, di amore e dolore incancellabili… un sacco pieno di fatiche da svuotare per liberarsene, forse, per continuare certamente quella ricerca di sé cominciata a vent’anni con il primo viaggio da Cavergno alla California. Gori inizia il suo racconto dal ritorno a casa, dopo una vita vissuta in America a guadagnarsi il pane non senza aver passato un giorno privo di malinconia per la sua terra. (Perché) il destino di un uomo è quello di affezionarsi anche alle ginestre se ci è nato, a un paese che non puoi neanche metterti giù con comodo in un prato, e già ti ritrovi una brancata di ricci nel sedere. Una storia scritta per vuotare un sacco appesantito dalla fatica di una vita, ma fatto anche di buono perché a essere giusto devo dire che abbiamo avuto anche di quello. Dopo alcune letture in forma di studio realizzate al Teatro Sociale nell’ottobre del 2017, “Il fondo del sacco” è ora diventato, nel quarantennale della morte di Martini, un vero spettacolo teatrale in cui l’attrice bellinzonese Margherita Saltamacchia in parte legge e in parte interpreta un montaggio di diversi brani dell’opera mantenendone la coerenza narrativa. Ad accompagnarla la fisarmonica di Daniele Dell’Agnola, che si appoggia alla voce ricamando sensazioni attraverso idee sonore appena evocate. Una voce, qualche nota, non serve altro alla bellezza della prosa di Martini.

Lo spettacolo è proposto gratuitamente per sottolineare questo momento storico, e si svolgerà nel pieno rispetto delle disposizioni sanitarie in vigore.

Vedi anche: “Il fondo del sacco” in pillole, videoletture originali proposte sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del Teatro Sociale.

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Teatro sociale

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